Amore e Fede
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Mi chiamo Roberto Botta, disegno da sempre, per noia. La mia tesi di laurea ha avuto come oggetto la Bottega di Leonardo; studiando quei bellissimi disegni ho capito finalmente che del disegno non ci avevo capito nulla.Amore
Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! E' forse poco per colmare tutta la vita di un uomo?
(Le Notti Bianche, Fëdor Dostoevskij)
Vedo realmente la bellezza delle cose cui aspiro, o forse tale bellezza l'ho dentro di me al punto che, dovunque mi volga, vedo scolpito il viso di costei. Tuttavia non vorrei rinunciare, benchè lei forse inesistente, al piu' piccolo dei miei sospiri. L'immagine della bellezza s'ingrandisce mentre l'anima si rimpicciolisce, si fa vile e perde stima di sè. A causa della piu' bella donna mai sognata.
L'amore di cui parlo tende all'alto; dolce, ma troppo molesta è la gratitudine che ci lega a chi ci ha fatto tal bene; per questo la mia liberta'si lamenta e duole, piu' che d'un furto, della vostra cortesia eccezionale.
Ma poichè l'arte mantiene intatta la bellezza nel tempo,se Ella vuole durare nel tempo, mi faccia lieto e io la faro' bella in eterno.
L’imprevedibile reazione che potrebbe effondere il Suo sguardo ad una mia lusinga, mi sconcerta e m’imprigiona nell’immobilità. La certezza della sua presenza accarezza
le mie illusioni, culla le mia perplessità e ravviva il mio eremo, ma nel contempo stabilisce un confine notturno tra il mio essere vivo e il mio sussistere statico.Non si dorma, la notte.
Nutrirmi delle specialità che abitualmente allestisce ad ogni sua fugace comparsa?
Ma e' una fame di fame, una sete di sete: sazio di pensieri contemplativi mi accingo ad
affondare nel mare casto delle utopie, la mia principale occupazione. Indolente
e negligente nei fatti, puntuale e rigoroso nella vacue riflessioni, sempre ancorate alla fantasia evanescente delle infinite utopie che ogni giorno mi regala matrigna speranza.
Il nichilismo come unica predisposizione naturale dell’uomo sopraffatto da questo malanno.E la musica forse piu' indolore delle immagini.
Non riesco ad afferrare un solo istante del presente; posso imbalsamare e fissare solo i ricordi.
L'arte è una riproduzione per altre vie dei vari sentimentalismi che sono alla base del vivere. Il sentimento della fede, o il sentimento di un qualsiasi amore: per quanto astratto possa apparire una rappresentazione, essa sara' sempre dettata da un sentimento, che una volta riprodotto, verra' fissato per sempre. E' l'attimo diventa infinito.
E' necessario, per iniziare ad iniziarsi, leggere almeno parte della Ricerca del Tempo Perduto di Proust: si puo' leggere Un'amore di Swan per arrivare (e mai tornare) a capire, finalmente, che di tutti questi attimi, non siamo riusciti ad afferrarne neanche uno. Solo l'Arte, arti figurative e musica principalmente ci riescono.
Fede
DI COME L'ARTE FIGURATIVA MI ABBIA ALLONTANATO DALLA CHIESA
Ma ci volle pochissimo per uscire dall’età dell’innocenza: al contrario, dopo aver assaporato i primi piaceri, la voce della coscienza crebbe con me, e mi incentivava ad approfondirne e gustarne tutte le sfumature, mi sentivo emancipato ed ero felice di esserlo, o almeno di esserne convinto.
Fu quello, anche il periodo in cui definitivamente mi allontanai dalla chiesa, ma non ancora dalla fede: quando il sacerdote mi fermava in strada per ascoltare le mie malefatte, io non indugiavo, pressato, ad entrare nella sua sacra dimora, dove offriva la prestazione d’opera, il sacramento della confessione; mi piaceva sentire i suoi rimproveri, che mi facevano sentire più grande. Quando gli esponevo, provocatoriamente, il mondo straordinario delle fanciulle in fiore, prima stava ad ascoltarmi, poi si imbestialiva, guardava il crocifisso, e mi esortava a recitare implorazioni che fingevo di conoscere attraverso dei moti labiali; non ne sono convinto, ma suppongo che il suo fosse anche il desiderio di conoscere sfumature e dettagli di un mondo, quello femminile, a lui negato, ma che biologicamente lo attraeva.
Era a modo suo un integralista, ma come poteva, con le sole armi della retorica, convincermi che la donna era la impersonificazione del diavolo in terra? Che le trame delle donne erano ardite con l’unica finalità di portare l’uomo all’oblio , come già accaduto ad Adamo; sebbene non se ne rendesse conto, stava anzi alimentando, con argomenti artefatti e inconsistenti, la mia inclinazione verso il mondo esilarante della sensualità.
Era comunque, quella casetta un mondo affascinante, come può risultare affascinante un brano dantesco o un racconto medievale: già da allora però mi incantava soltanto l’aspetto letterario, le sensazioni mistiche e occulte che si respiravano: statuette votive, piccoli simulacri e crocifissi ti osservavano un pò scettici, forse a causa della non ottima fattura: loro sapevano, a differenza del prelato, che contemplavo la sola forma, l’estetica retorica al servizio della evangelizzazione mi divertiva, mentre non mi interessavano gli ammonimenti ruffiani e frustrati del sacerdote, e che forse, nel suo inconscio, gli venivano ispirati anche da quegli oggetti. E compresi, finalmente quanto l'arte figurativa avesse potuto influenzare con la sua magia apollinea, la religione cristiana e i suoi seguaci. Una forma convincente in mancanza di sostanza; e i dogmi furono colmati da fiumi di colore, che riuscirono nell'impresa di "far credere".
Furono gli anni in cui, pur frequentando un istituto tecnico, imparai ad amare l’arte figurativa: in parte l’avevo sempre fatto, ma la noia di una lezione tediosa mi ispirava sempre un disegno: prediligevo temi architettonici, ma anche qualche ritratto, difficilmente di un prof. E furono tante le ore monotone, che dedicai al disegno; mi portavo carta e matite, sedevo all’ultimo banco e il tempo passava senza che lo dovessi aspettare.
Spesso, a fine lezione, il disegno lo regalavo: l’atto del regalo mi rendeva felice e allo stesso tempo mi compiacevo quando piaceva.L'architettura fu uno dei temi prediletti: disegnavo soprattutto chiese.
Ma soltanto l'involucro.
Le cupole come seni; le case chissa' cosa.
Mi ha interessato da subito il contenente, con la sua forza che inconsciamente nutre l'oggetto, il contenuto.
Una piazza vuota è forse meno viva di una ciurma di individui veri? Per il solo fatto di aver contenuto sentimenti, istanti di vita veri, lagrime e sangue puo' essa, benchè vuota materia, colmarsi di sentimento.
Ed è appunto quello che preferisco. Il palcoscenico della realta'. Da vivere e sognare. Con o senza pubblico. La musica del silenzio.
Il non finito come unica conclusione possibile.